Illustriamo di seguito le principali novità introdotte dalla riforma del Jobs Act autonomi, la quale porta con sé nuove regole e tutele che interessano l’attività dei liberi professionisti e dei lavoratori parasubordinati ed occasionali. Restano per cui esclusi dalla riforma gli artigiani e i commercianti, in quanto non rientranti nella definizione di lavoratori autonomi contenuta nel codice civile.

Le novità interessano diversi aspetti, tra cui:

I contratti
Per il pagamento delle fatture non saranno più ammesse clausole che prevedono il pagamento oltre 60 giorni. Sarà integralmente deducibile la polizza che tutela a fronte del mancato pagamento da parte del committente. Per le prestazioni continuative saranno vietate sia le clausole che consentono al committente di modificare unilateralmente le condizioni del contratto sia quelle che gli consentono di recedere senza un congruo preavviso.

• Agevolazioni fiscali
Il provvedimento prevede l’integrale deducibilità fiscale, entro il limite annuo di 10.000 euro, delle spese sostenute per la partecipazione a convegni, congressi, corsi di aggiornamento professionale, incluse le relative spese di viaggio e soggiorno.

• Tutele previdenziali
Con la riforma vengono rafforzate le tutele previdenziali per i lavoratori autonomi.
Le tutele per maternità e congedo parentale sono equiparate a quelle previste per i lavoratori dipendenti, senza tuttavia l’obbligo di astensione dal lavoro.

Viene introdotta la possibilità di sospendere la prestazione e di prevedere, con l’accordo del committente, una sostituzione tra professionisti. In caso di malattia o infortunio tali da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre sessanta giorni, si prevede la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per un periodo massimo di 2 anni.

Ad ogni modo attendiamo i decreti attuativi del Governo per l’attuazione delle suddette novità.

Condividi