DEFINIZIONE AGEVOLATA EQUITALIA IN DIRITTURA D’ARRIVO

Il 21 Aprile scorso sono scaduti i termini per aderire alla definizione agevolata.

Equitalia, come previsto dalla legge, dovrà inviare a tutti coloro che hanno aderito, una comunicazione entro il prossimo 15 Giugno specificando:
• quali debiti rientrano effettivamente nella definizione agevolata;
• l’ammontare dell’importo dovuto;
• la scadenza delle eventuali rate.
La comunicazione conterrà anche i relativi bollettini di pagamento.
Sarà possibile pagare in un’unica soluzione o a rate (da 1 fino ad un massimo di 5) in base alla richiesta fatta entro la scadenza di aprile. In entrambe le situazioni, la scadenza per il pagamento della prima rata è fissata nel mese di luglio 2017. Si può pagare con i bollettini RAV precompilati inviati da Equitalia.
Vi ricordiamo che le rate vanno assolutamente pagate entro la data di scadenza prevista, altrimenti la rottamazione decade ed Equitalia riprenderà le attività di riscossione precedenti.

…COSA SUCCEDE DOPO? L’AGENZIA DELLE RISCOSSIONI
Con la scomparsa di Equitalia, dal 1° Luglio, arriverà la nuova Agenzia Riscossione che sarà posta interamente sotto il controllo dell’Agenzia delle Entrate e del ministero dell’Economia.

UNA DELLE NOVITA’…
Grazie all’arrivo dell’Agenzia Riscossione, pignorare i conti corrente sarà più facile e veloce. E questo perché il nuovo ente che sostituirà Equitalia avrà a disposizione database che prima non aveva e, in alcuni casi, non avrà bisogno dell’autorizzazione di un giudice per bloccare immediatamente una determinata cifra sul conto in banca per saldare i debiti del contribuente. L’Agenzia Riscossione, infatti, avrà accesso ai dati dell’Anagrafe Tributaria e soprattutto a quelli dell’Inps che consentiranno di ottenere informazioni su pensioni e rapporti di lavoro.

COME FUNZIONA IL PIGNORAMENTO DEL CONTO CORRENTE?
Pignorare un conto corrente, una pensione, uno stipendio o un Trattamento di fine rapporto, rientra nei cosiddetti “pignoramenti verso terzi”. Il creditore solitamente viene autorizzato al blocco prima e al prelievo del conto in banca quando il debitore non possiede beni mobili o immobili di pari importo da mettere a garanzia. Per richiedere il pignoramento però, è necessario rivolgersi al giudice che emetterà il provvedimento di pignoramento. Un procedimento piuttosto complicato che in alcuni casi richiede tempi molto lunghi.
Il provvedimento del giudice, invece, non serve per i debiti contratti con il Fisco. Già oggi, quindi, in caso di una cartella di Equitalia, o di un altro ente riscossore, non serve l’autorizzazione per pignorare un conto corrente. Questo perché una cartella esattoriale rappresenta di per sè un atto esecutivo al pari di quello di un giudice. I tempi per “incassare”, però, non sono estremamente rapidi. Al pignoramento, infatti, si più procedere solo dopo 60 giorni dalla notifica. Se la cartella non viene saldata, l’ente di riscossione invia una comunicazione prima alla banca e poi al diretto interessato. Passati ulteriori 60 giorni, se non viene effettuato nessun pagamento, la banca versa al Fisco l’importo richiesto.

…LE NOVITA’
Da luglio, però, per pignorare il conto in banca l’Agenzia Riscossione non dovrà aspettare più tutto questo tempo. La legge, infatti, consente di bypassare alcuni passaggi e di arrivare in tempi rapidi alla fase in cui le somme sul conto vengono bloccate e utilizzate per saldare i debiti con il Fisco. Questa procedura sarà più rapida perché sarà la stessa Agenzia delle Entrate ad attivare il procedimento, mentre fino a oggi Equitalia doveva prima richiedere e ottenere le informazioni contenute all’interno dell’Anagrafe tributaria per poi attivare la procedura di pignoramento.

COME DIFENDERSI?
Per i contribuenti che hanno debiti con il fisco non si prospettano troppe soluzioni. Chi riceve una notifica di pignoramento del conto in banca, può solo fare richiesta di rateizzazione del debito. Solo una volta ottenuto il via libera, e pagato la prima rata, il contribuente può presentare la richiesta per sbloccare il conto.

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