Articolo della Rubrica “Psiche era una donna”

Quando comunichiamo spesso utilizziamo dei preconcetti, delle sovrastrutture che, nonostante il tipo di comunicazione ci sia in atto, ci spingono a reagire e a muoverci in un determinato modo.

Ci ostiniamo a dire agli altri che cosa devono fare e come devono farlo. Quando gli altri parlano facciamo fatica a starli ad ascoltare, sappiamo già che cosa diranno e dove andranno a parare, per cui alla fine spesso ci perdiamo anche parte del discorso.

Questo accade perché pensiamo che il nostro pensiero sia quello giusto e che “l’altro da noi” stia sbagliando, o se proprio non sta sbagliando sicuramente non sta facendo/dicendo le cose altrettanto bene come le faremmo/diremmo noi.

La verità è che facciamo una fatica enorme ad accettare la diversità dell’altro e che questa mancata accettazione ci fa perdere la possibilità di crescere, perché il confronto con un pensiero diverso dal nostro ci consente di ampliare e cambiare le nostre mappe mentali, accrescendo le nostre conoscenze e le nostre consapevolezze.

Perché siamo preoccupati dalla diversità del pensiero dell’altro, al punto da annullarlo e sovrapporgli il nostro?

Perché se non ci conosciamo bene può accadere che la diversità dell’altro metta in discussione le nostre certezze, cosicché per non correre il rischio di farci trovare ignudi e impreparati partiamo all’attacco e azzeriamo l’altro, perdendoci la possibilità di crescere, nutriti da nuove idee e pensieri diversi dai nostri.

In noi donne la tendenza ad insegnare all’altro come e quando fare/dire le cose è purtroppo molto spesso innata, per cui il rischio di perderci la bellezza della diversità è concreto perché tendiamo, per tutta una serie di motivi, a non esporci e a prevenire il confronto per evitare ferite emotive.

Ricordiamoci però la frase di Antoine de Saint Exupéry

“Colui che differisce da me, lungi dal danneggiarmi mi arricchisce… la nostra unità è costituita da qualcosa di superiore a noi stessi – l’Uomo”

e adattiamola al femminile, recuperando le nostre diversità

“Colui che differisce da me, lungi dal danneggiarmi mi arricchisce… la nostra unità è costituita da qualcosa di superiore a noi stessi – la Donna”

Mettetevi alla prova, mentre parlate con qualcuno, chiunque esso sia, provate a porvi in posizione d’ascolto e solo quando questa persona avrà terminato la formulazione della frase, iniziate a pensare alla risposta.
Cercate di comprendere il senso della comunicazione, tralasciando la vostra idea in merito, magari la strada di cui state parlando è la medesima, ma la prospettiva è opposta, per cui uno descrive una salita e l’altro una discesa.

Non perdete la possibilità di scoprire che proprio quella salita ripida nasconde un magnifico scorcio..

Emanuela

Articolo a cura di Emanuela Barreri, originariamente apparso su Turin Business Network Donna https://tbndonna.it/categorie/rubriche/psiche-era-una-donna/

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