Potenzialità e difficoltà nel lavoro di gruppo

“Chi fa da se fa per tre”… quante volte l’abbiamo ripetuto?

Quante volte abbiamo preferito fare noi un lavoro piuttosto che farci aiutare dagli altri, perché presi dalla fretta e convinti che l’altro avrebbe fatto peggio?

In un mondo che cambia velocemente come quello attuale non è più possibile fare tutto da soli.
Le informazioni da gestire e le cose da conoscere sono molte di più di un tempo ed è inevitabile che se si continua a lavorare da soli si perdano dei pezzi, magari importanti.
Il lavoro di gruppo comporta il confronto con l’altro, l’accettazione di un punto di vista diverso dal nostro e il tollerare di non avere sempre ragione, attraverso un “ascolto” attivo. Molto spesso invece noi sentiamo, ma non ascoltiamo veramente gli altri perché interpretiamo quello che dicono, sentiamo solo quello che vogliamo sentire.

Il lavoro di gruppo comporta il superamento degli stereotipi e delle ideologie, dei partiti “presi” e dei preconcetti… non facile.

Se però riusciamo a superare queste difficoltà che sono dentro di noi ci rendiamo ben presto conto che il potenziale del lavorare in gruppo è enorme, perché il gruppo consente di affrontare insieme i problemi e di vedere soluzioni nuove, attenuando la fatica del cambiamento. Attraverso il confronto con l’altro possiamo metterci in discussione e cambiare anche i nostri comportamenti, migliorandoci e accrescendo le nostre competenze. Il gruppo ci dà un senso di sicurezza e di protezione, attraverso la cooperazione e la collaborazione possiamo superare problemi e difficoltà anche perché il senso di appartenenza rafforza la nostra autostima.

Kurt Lewin, psicologo delle dinamiche dei gruppi, partendo dal mondo della fisica afferma che nel gruppo le potenzialità dei singoli si amplificano, il gruppo è un qualcosa di più o meglio qualcosa di diverso dalla somma delle singole potenzialità… presi dalle preoccupazioni per le dichiarazioni dei redditi e dalle scadenze fiscali molto spesso non riusciamo neanche a pensare che potremmo riorganizzare il lavoro coinvolgendo maggiormente i nostri collaboratori, migliorando il nostro stile di vita e la qualità del nostro lavoro e del nostro tempo.

Le potenzialità del lavoro di gruppo si manifestano pienamente nel momento in cui ci troviamo a dover affrontare nuove situazioni o problemi imprevisti, oppure quando abbiamo tante cose da fare; in un mondo che cambia ed evolve sempre più velocemente è impossibile avere sotto controllo tutte le variabili, sensibilità e sguardi diversi permettono di adattarsi e di intravedere soluzioni diverse.

Quali le implicazioni nei nostri studi? Moltissime: sentendoci “gruppo” con i nostri collaboratori possiamo affrontare le difficoltà del mondo tecnologico, dei nuovi media, dei social, dei clienti e dei mercati che cambiano, delle leggi che vengono modificate, dei margini che si riducono… Insomma, del mondo che cambia.
Nel gruppo accade infatti che ognuno mette a disposizione dell’altro le proprie capacità e le proprie competenze per il raggiungimento di un obiettivo comune, come in una squadra di calcio ognuno ha un ruolo, dall’allenatore al tecnico al difensore o al terzino…

Non ci sono solo attaccanti e ogni ruolo è importante per vincere la partita.

Articolo di Emanuela Barreri. Pubblicato su Ratio Mattina il 28.10.2016

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