Come Motivare i collaboratori

Motivare i propri collaboratori è fondamentale per far sì che il proprio studio funzioni.
Non è però così facile ed immediato, un po’ perché siamo sempre presi da mille impegni, un po’ perché pensiamo che solo noi sappiamo fare bene il lavoro. Quali le istruzioni e le regole da seguire?

Il primo punto da evidenziare è che è necessario vedere i nostri collaboratori non soltanto come persone che sbagliano e che non sanno le cose, ma come persone che possono darci un valore aggiunto, un’idea diversa, una visione della professione più aderente alla realtà e perché no, anche sostegno in materie che per noi possono essere difficili, come ad esempio l’informatica o i social media.
Bisogna quindi innanzitutto coinvolgerli, farli partecipare alle scelte operative, non far cadere dall’altro le regole, ma chiedere il loro parere. Se le attività dello studio sono già organizzate in procedure chiedere se secondo loro funzionano o se farebbero in modo diverso, se invece le procedure non sono ancora state impostate è bene progettarle insieme. E’ importante fare lo sforzo di non giudicare, di non partire con l’idea che tanto non hanno nulla da dire e che quello che diranno non funzionerà.

Le prime volte troveremo i loro pareri poco utili e le loro idee irrealizzabili, però ben presto ci accorgeremo che il loro punto di vista è molto utile. Altrettanto importante è far sì che i collaboratori siano focalizzati e abbiano chiari gli obiettivi, che quasi sempre nello studio del commercialista corrispondono all’arrivare per tempo alle varie scadenze.

Per aiutarli e sostenerli nel raggiungere gli obiettivi bisogna monitorare lo stato avanzamento lavori, correggendo eventuali deviazioni di rotta. Attenzione alla comunicazione, regola valida non soltanto con i collaboratori, in quanto la maggior parte delle incomprensioni nasce da malintesi e da pregiudizi, da cose non dette e da frasi interpretate male.

Se possibile programmare dei percorsi formativi che consentano ai collaboratori di sentirsi più sicuri nello svolgimento delle loro mansioni. Altra buona pratica motivazionale è esaminare insieme gli errori, senza intento inquisitorio ma al fine di evitare il ripetersi dell’errore, avendo presente la considerazione che nessun collaboratore sbaglia apposta ma è il primo che vorrebbe non fare errori. Fondamentale è inoltre il valutarli attraverso colloqui individuali in cui ci si confronta sulle soddisfazioni e insoddisfazioni reciproche e sulle aspettative per il futuro, complimentandosi con loro sui risultati raggiunti. E infine sicuramente anche retribuirli in modo congruo per gratificare il loro impegno, stabilendo in anticipo e con chiarezza non soltanto le regole giuridiche ma anche le regole dello studio, in termini di orario e di attenzione al loro (e nostro!) equilibrio vita-lavoro, dichiarazioni e scadenze permettendo.

Articolo di Emanuela Barreri. Pubblicato su Ratio Mattina il 15.06.2016

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