Negli ultimi tempi è aumentata la necessità di confrontarsi con il “Fisco”, abbiamo quindi compreso l’importanza di essere formati ed informati. Questa Rubrica vuole diventare un sostegno per la vostra crescita imprenditoriale e non. Buona lettura!

“Credo che dovremmo tutti pagare le nostre tasse con un sorriso. Io ci ho provato, ma hanno voluto i soldi.”

Ogni mese paghiamo l’affitto, il mutuo, il gas e la luce…ogni mese facciamo la spesa, paghiamo l’assicurazione e il bollo per l’auto, facciamo benzina e ahimè ogni tanto prendiamo una multa.

Ogni mese cerchiamo di mettere dei soldi da parte per le spese improvvise, ma spesso ci dimentichiamo che dobbiamo pagare le tasse, quella multa scaduta che abbiamo lasciato sul comodino, l’inps, l’inail, la tassa rifiuti…e se abbiamo anche la partita iva probabilmente pensiamo all’iva solo all’ultimo momento.

Quindi cosa succede se ci dimentichiamo di pagare ciò che meno ci piace?

Cosa succede se il nostro commercialista ce lo ricorda, ma non abbiamo abbastanza soldi per farlo?

Per rispondere a queste domande abbiamo deciso di inaugurare una nuova rubrica e di raccontarvi cosa accade se non si versano le imposte e quali sono gli strumenti per rimediare.

Vi racconteremo come il fisco non ha sempre ragione, la differenza tra Agenzia delle Entrate e la nuova Agenzia delle Riscossioni, cosa cambia tra un avviso bonario, una cartella esattoriale ed un accertamento.

Partiamo da una piccola nozione di base:

Le imposte che emergono dalla compilazione della propria dichiarazione dei redditi devono essere versate per intero o rateizzate entro determinate scadenze. Se ciò non avviene, l’Agenzia delle Entrate è legittimata a procedere alla verifica dell’omesso o carente versamento ed al recupero delle somme non versate con l’aggiunta di sanzioni ed interessi.
 In caso si voglia rimediare per tempo, esiste il ravvedimento operoso (che vedremo la prossima volta).
Se invece si aspetta l’azione da parte dell’Agenzia delle Entrate, si riceverà inizialmente un “Avviso Bonario” che prevederà l’applicazione di una sanzione ridotta ed i relativi interessi, che dovrà essere pagata entro 30 giorni in un’unica soluzione o attraverso una rateizzazione.

Se ci dimentichiamo o non riusciamo a pagare nei termini l’avviso bonario, bisognerà aspettare nuova comunicazione dall’Agenzia delle Riscossioni (ex Equitalia) con sanzioni e interessi più elevati.

Se non possiamo pagare neanche la cartella esattoriale, l’Agenzia potrà procedere attraverso misure cautelari (fermo amministrativo o ipoteca) o addirittura attraverso il pignoramento (mobiliare, immobiliare o presso terzi).

Prima di spaventarci troppo però, facciamo un passo alla volta…e rimandiamo l’approfondimento del ravvedimento operoso e dell’avviso bonario alla prossima “puntata”.

Rubrica a cura di Stefano Barreri e Marta Marando

Photo on unsplash.com by Neil Thomas

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