Molto spesso tendiamo a non vedere i nostri valori e le nostre potenzialità perché ci sentiamo inferiori agli altri, che vediamo più bravi, più in gamba, più belli, più tutto.

Quando scattano questi pensieri vogliamo essere sempre di più, siamo alla ricerca di un’immagine che non è la nostra perché vogliamo assomigliare agli altri, che ci sembrano perfetti e sicuramente migliori di noi.

Questo cercare di sempre di più ci impedisce purtroppo di essere felici e di vivere la pienezza del nostro essere, alla ricerca di un’approvazione esterna che dipende dal giudizio o dal parere di un altro.
La paura di essere diversi dagli altri e di conseguenza di non essere accettati offusca la nostra capacità di amarci e di volerci bene per quello che siamo, nella nostra individualità ed unicità che non vediamo.
Non è facile avere stima di sé ed amarsi semplicemente per come si è, richiede un lavoro di presa di consapevolezza del proprio valore e delle proprie competenze che facciamo fatica a riconoscere perché troppo spesso ci sentiamo sbagliati, inferiori, non all’altezza.

La via per avere una stima adeguata del proprio valore passa attraverso il non confrontarsi in continuazione con gli altri, ma nell’essere orgogliosi di sé anche se gli altri non approvano, nel riconoscere che abbiamo costruito quello che potevamo con le risorse che avevamo e che quello che siamo è il risultato dei nostri sforzi, unico e irripetibile.

Prendere consapevolezza del nostro valore e delle nostre competenze, dell’impegno che abbiamo messo per essere quello che siamo e della bellezza del risultato ottenuto è compito nostro, non dipende dall’opinione o dal giudizio degli altri.

Dare valore a noi stessi ci aiuterà anche a gestire bene il nostro tempo, a non perderci in pensieri negativi e a sentirci appagati, in un circolo virtuoso di crescita che ci consentirà di sentirci meglio e di darci sempre più valore.

Vi lascio con una citazione:

“Quando sei contento di esser semplicemente te stesso e non fai confronti e non competi, tutti ti rispetteranno.” cit. Lao Tse

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