All’interno dello Statuto del Contribuente, una delle leggi dello Stato spesso tra le meno rispettate nonostante la sua importanza per il rispetto dei diritti dei contribuenti nei rapporti con l’Amministrazione Finanziaria, è inserita la disciplina dell’abuso del diritto che comprende al suo interno anche l’elusione fiscale.

L’abuso del diritto si genera quando vengono poste in essere una o più operazioni, che nonostante rispettino le leggi e le norme fiscali, sono prive di sostanza economica e sono finalizzate al solo ottenimento di vantaggi fiscali indebiti.

Si tratta di un comportamento del contribuente diverso dall’evasione fiscale che si realizza quando vengono violate le leggi fiscali, ad esempio con l’occultamento di ricavi o l’indicazione di spese inesistenti, non inerenti, non di competenza o non detraibili, in quanto nell’abuso del diritto si rispettano formalmente le norme fiscali, ma in pratica le si “aggira”.

In ogni caso non costituisce mai abuso del diritto, la possibilità per il contribuente di scegliere tra i diversi regimi fiscali o tra gli atti, i fatti e i contratti meno onerosi sotto il profilo impositivo, e sarà sempre escluso in presenza di valide ragioni “extra -fiscali” che non siano marginali e volte al miglioramento dell’attività imprenditoriale o professionale del contribuente.

L’Amministrazione Finanziaria se rileva la presenza di tale fattispecie prima di procedere ad atti impositivi deve obbligatoriamente chiedere dei chiarimenti al contribuente segnalando quali sono i motivi per i quali ritiene configurabile l’abuso del diritto e concedere almeno 60 giorni di tempo allo stesso per rispondere ed esporre le proprie ragioni.

Solo dopo la richiesta di chiarimenti l’Ufficio potrà emettere un’atto di accertamento che, a pena di nullità, dovrà contenere la descrizione della condotta abusiva, le norme e i principi elusivi, gli indebiti vantaggi fiscali e gli eventuali chiarimenti forniti dal contribuente.

Concludendo in tema di abuso del diritto:
l’Amministrazione Finanziaria ha l’onere di dimostrare la condotta abusiva del contribuente sia in tema di “operazioni prive di sostanza economica” che di “vantaggi fiscali indebiti”.

Il contribuente ha l’onere di dimostrare l’esistenza delle “ragioni extrafiscali” che giustificano le operazioni che ha posto in essere.

Un saluto,
da Stefano e Marta

Photo by Matt Collamer on Unsplash

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