Come sta mutando la professione nell’era dell’economia digitale.

Complessità, fatturazione elettronica, Industria 4.0, Internet delle cose: il mondo sta cambiando molto velocemente e il lavoro del commercialista segue a ruota.

Secondo alcuni, la professione del commercialista è destinata a scomparire, in quanto legata a tenuta della contabilità e calcoli delle imposte da pagare, che a breve saranno completamente informatizzati.

Però il commercialista non è solo esperto di contabilità e fisco, è molto di più. È consulente a 360 gradi di aziende e privati, ha studiato per anni le dinamiche economiche ed è entrato in contatto con centinaia di persone. Si è formato sul campo, diventando il custode dei segreti degli individui perché attraverso il rapporto con il denaro e le tasse ha raccolto le loro necessità e i loro bisogni.

Questo bagaglio di conoscenze e sensibilità è unico e non deve scomparire con l’informatizzazione; al contrario deve essere valorizzato, individuando ciascuno all’interno delle esperienze maturate la propria specializzazione, perché la contabilità andrà comunque sempre verificata e interpretata e le norme fiscali applicate, le macchine non potranno mai sostituire la mente umana e ci sarà quindi sempre bisogno di un commercialista che aiuti le aziende a tenere correttamente i conti e a pianificare il proprio futuro.

Cambierà il modo in cui saranno ottenuti, ma i dati dovranno comunque essere interpretati e gli imprenditori sostenuti e formati nelle loro scelte.

Gli ambiti sono e saranno molteplici e ciascuno a seconda delle proprie esperienze e caratteristiche personali, da solo o con l’aiuto di un consulente di orientamento, potrà trovare la propria specializzazione valorizzando le esperienze che ha fatto e continuando a esercitare una professione in cui esprimere le proprie capacità.
È però necessario che il commercialista sia disponibile al cambiamento, modificando il proprio modo di lavorare e fare consulenza, migliorando non solo le proprie conoscenze tecniche, ma anche le competenze trasversali quali la capacità di comunicare, di relazionarsi con gli altri, di gestire il tempo organizzandosi meglio, di gestire lo stress proprio e degli altri.

Questo passaggio non è facile perché comporta la messa in discussione di schemi mentali e comportamenti che da anni abbiamo utilizzato, uscendo allo scoperto in un mondo che credevamo di conoscere bene e che invece adesso si rivela nuovo e cambiato.

È cambiato tutto, a iniziare dal rapporto con il cliente, che spesso ci accusa di fare pagare loro troppe tasse, di non fornire i consigli giusti o ancora di essere troppo cari per cui cambia commercialista, senza pensare che non c’è un unico modo “giusto” di calcolare le tasse o di fare impresa e che ogni situazione è a se stante e va gestita in base alle variabili in gioco in quel momento.
È anche diverso il rapporto con i nostri collaboratori, che sono confusi e disorientati quanto noi perché anche loro sono chiamati a cambiare il modo di lavorare, alle prese con una tecnologia che si modifica di giorno in giorno.

L’importante per tutti è accettare di vivere con meno certezze, sapendo però che il bagaglio di conoscenze e competenze che abbiamo costruito e che alimentiamo quotidianamente ci consente di affrontare le nuove situazioni e soprattutto di continuare ad aiutare gli altri ad affrontarle.

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Essere commercialista in tempi di cambiamento 29.08.2018 RATIO MATTINO
Contenuto tratto da Sistema Ratio – www.ratio.it

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