Le mura che ci costruiamo attorno tengono fuori la tristezza ma tengono fuori anche la gioia. (cit. Jim Rohn)

Quante volte ci siamo persi delle opportunità perché abbiamo tenuto gli altri lontano da noi?

La paura di scoprirci e di esporci agli altri nelle nostre debolezze e fragilità – che lo siano veramente o che noi riteniamo tali – può portarci a non vivere pienamente, perché rimanendo al sicuro nella nostra zona protetta e tenendo lontani gli altri, non corriamo il rischio di essere feriti, ma allo stesso tempo perdiamo delle emozioni.

Mettere distanza tra noi e gli altri ci consente di evitare il loro giudizio e la paura di non essere accettati, in quanto esponendoci il minimo possibile abbiamo sempre la sensazione di essere al sicuro nel nostro perimetro protetto.

Siamo stati cresciuti a “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, per cui per scatta immediata la distanza di sicurezza, che ci protegge ma al tempo stesso ci limita.

Ma qual è la distanza giusta che ci consente di non stare male e di non farci perdere passioni e stimoli?

Dipende da come ci sentiamo e da come stiamo in quel momento o in quella situazione, ci sono volte in cui ce la sentiamo di esporci e altre in cui vorremmo nascondere la testa sotto la sabbia o diventare invisibili.

Non è con tutti uguale, ci sono persone di cui ci fidiamo istintivamente e altre con le quali ci chiudiamo a riccio.

La paura di essere feriti o traditi ha radici lontane ed è probabilmente legata a situazioni che abbiamo vissuto in passato che fanno sì che in determinati momenti o con determinate persone abbiamo bisogno di tenere una distanza di sicurezza, più o meno variabile.

Accettare il rischio di soffrire accorciando la distanza dagli altri richiede consapevolezza dei propri limiti, conoscenza di sé e talvolta anche coraggio, perché l’autonomia emotiva non è un percorso facile e immediato, ma una conquista che si costruisce passo dopo passo, che ci consente di vivere con gioia e pienamente.

Un saluto da Emanuela Barreri

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