Si continua a parlare tanto della Pace Fiscale, ogni giorno ci viene detto tutto ed il contrario di tutto, alle proposte di inserimento di nuove casistiche si susseguono esclusioni di altre, e pertanto sorge spontanea la domanda “ma a che punto siamo?”.

Intanto per iniziare la pace fiscale ha avuto origine dal decreto-legge n. 119 del 23/10/2018 emanato dal Governo che è entrato in vigore, con forza di legge, dal giorno successivo e che se non sarà convertito in legge dal nostro parlamento entro 60 giorni decadrà automaticamente con la rimozione di tutti gli effetti delle norme del decreto come se non fosse mai esistito.

All’interno del decreto legge sono contenute alcune misure per consentire ai contribuenti di regolarizzare le loro posizioni con il fisco quali la dichiarazione integrativa speciale, lo stralcio delle somme iscritte a ruolo dal 2000 al 2010 fino a 1000 euro, la rottamazione ter delle cartelle dal 2000 al 2017, la definizione delle liti pendenti, ma al momento attuale quali di queste vedranno la luce nel testo di legge definitivo?

Dalle ultime notizie apparse sugli organi di stampa sembra che verrà meno la possibilità di predisporre una dichiarazione integrativa per poter sanare i redditi omessi nei quattro anni precedenti, che non poche discussioni ha provocato all’interno della nostra maggioranza politica.

Al posto della dichiarazione integrativa dovrebbe invece essere prevista una sanatoria delle “irregolarità formali” commesse nelle dichiarazioni dei redditi presentate, ossia di quegli errori che non hanno determinato minori imposte da versare.

Sull’agevolazione forse da tutti più attesa e sperata, ossia la possibilità di definire gli avvisi bonari e i mancati versamenti, dovuti a crisi di liquidità e difficoltà economiche, purtroppo ad oggi non c’è ancora alcuna certezza.

Ma ci vedremo oggi, alle ore 19 in via cibrario n.6 per parlarne ampliamente!
Un saluto, da Stefano!
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