Quanto è difficile buttare via le cose, soprattutto se sono ricordi?

 

Ogni volta che buttiamo via qualcosa che per noi è stato importante, è un pezzetto di noi che se ne va, che non tornerà più.

Non è facile superare quella sensazione di insicurezza che precede la scelta del tenere o non tenere un oggetto che per noi è stato caro.

Le motivazioni sottostanti possono essere molte

Sicuramente c’è la paura della perdita, della povertà, dello spreco. Qualcosa ci dice che quell’oggetto potrà sempre tornarci utile, non si sa mai. Salvo il fatto che quando – forse – ci potrà servire non ci ricorderemo dove l’abbiamo messo oppure non lo cercheremo neppure, nella consapevolezza che ci vorrebbe troppo tempo per trovarlo.

Cosa vuol dire per noi quell’oggetto?

Nel rivederlo, toccarlo, sentirlo riviviamo le emozioni che abbiamo vissuto in quel particolare periodo. Non è l’oggetto in sé, ma è tutto quello di impalpabile che gli è stato di contorno, che lo ha caricato di valore affettivo.
Buttandolo, abbiamo paura di buttare via il passato, di dimenticarci di quelle emozioni. Ci sembra quasi un tradimento, un non essere rispettosi di quello che è stato.

Con ogni probabilità abbiamo invece paura di affrontare il futuro, che richiede coraggio ed audacia

Le nuove sfide che il futuro ci riserva vanno affrontate senza l’ancoraggio e il peso dei ricordi, o almeno di tutti i ricordi… perché qualcosa bisogna lasciar andare per forza, per essere più leggeri e per avere quel nuovo spazio, fisico ed interiore, che ci consente di rinnovarci e di spaziare con la mente in nuovi orizzonti.
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