Negli ultimi anni la professione del commercialista è sempre più diventata una professione di aiuto nei confronti dei clienti, che spesso si rivolgono al proprio commercialista non solo per avere consulenza, ma anche per sfogarsi e per trovare un conforto.


Altrettanto spesso il commercialista viene accusato di essere la causa dei problemi del cliente, in un’ottica paranoica di spostamento del problema su colui che, nell’immaginario del cliente, ha dato consigli che hanno portato alla crisi o che comunque non ha fatto/detto/consigliato quello che col senno del poi (e soprattutto col senno del cliente) avrebbe evitato la crisi.


I commercialisti si trovano quindi in una situazione di difficoltà, in quanto non sempre sono pronti a contenere queste ansie, si sentono spesso in colpa e si fanno altrettanto spesso carico personalmente dei problemi dei loro clienti.


Va inoltre tenuto presente che il commercialista ha da sempre avuto come primario interlocutore il fisco, che viene visto dai clienti – ma anche dai commercialisti – come un “papà che punisce”, sempre pronto ad erogare una pesante sanzione al primo sbaglio.


Questa cultura punitiva spaventa e alimenta tensioni che non consentono di svolgere serenamente la professione.


E’ quindi necessario individuare alcuni strumenti che consentano al commercialista di esercitare la propria professione con serenità, pienezza e autenticità, sia per il commercialista stesso sia per la società in senso più ampio, in quanto il ruolo del commercialista è fondamentale per lo sviluppo della società e del benessere delle persone che ne fanno parte.

Uno di questi strumenti può essere il coaching, un percorso individuale che il commercialista sceglie di percorrere accompagnato da un coach per capire quale tipo di commercialista vuole essere, oppure per scegliere altre vie lavorative o professionali.

Attraverso questa modalità di sviluppo personale il commercialista potrà raggiungere quegli obiettivi specifici – professionali e personali – che gli consentiranno di avere un più alto grado di consapevolezza, responsabilità ed autonomia e perché no, di acquisire strumenti per essere un consulente migliore o per diventare a sua volta coach dei propri clienti.

Un saluto da Emanuela

Photo by Jenn Evelyn-Ann on Unsplash

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