Il Bilancio Sociale consente ad un’impresa di comunicare all’esterno non solo i dati numerici ma anche gli altri valori che sono stati generati attraverso la gestione, spesso intangibili e non rappresentabili dai soli numeri di bilancio

 

Può essere definito come una narrazione dell’impresa che dà visibilità e consente di spiegare agli stakeholder – coloro che sono portatori di interessi – i comportamenti e le azioni poste in essere nei loro confronti che hanno portato alla creazione di valori di rilevanza sociale, territoriale, ambientale, relazionale e altro ancora.

Ogni azienda ha i propri stakeholder di riferimento (clienti, fornitori, soci, dipendenti, territorio, ambiente, collettività, società ecc.) e ciascuno è portatore di specifici interessi.

Compito dell’impresa non è perseguire il solo profitto ma perseguire anche gli interessi di tutti gli stakeholder, in quanto secondo i nuovi modelli di business l’impresa del nuovo millennio, per essere competitiva, dovrà individuare una mission e degli interessi condivisi che siano coerenti per tutti gli stakeholder.

Esempi di azioni che creano valore possono essere comportamenti virtuosi sui rifiuti, oppure attenzione per il benessere dei propri lavoratori oppure ancora azioni concrete sul territorio della comunità in cui l’impresa è inserita.

L’importante è che le iniziative siano sostenibili, che cioè che abbiano una sostenibilità  economica, ambientale e sociale.

Non vi sono schemi obbligatori nella costruzione del Bilancio Sociale e per le piccole e medie imprese è un documento volontario, non imposto per obblighi di legge.

E’ un biglietto da visita, una presentazione di quello che l’azienda ha fatto e intende fare oltre i numeri, nel rispetto della responsabilità sociale e della sostenibilità economica.

Molto spesso le aziende creano valore e non se ne rendono conto, ì valori non finanziari non vengono rilevati e non valorizzati.

Ad esempio Il valore delle relazioni umane generate nel mondo imprenditoriale è un patrimonio che spesso non viene preso in considerazione, perché manca la consapevolezza dell’importanza delle relazioni.

Perché quindi una piccola o media impresa dovrebbe dedicare risorse e tempo nel predisporre il proprio Bilancio Sociale, anche se non obbligata da normative di legge?

Per tutto quanto è stato detto fino ad ora, in quanto attraverso lo “storytelling” è possibile spiegare meglio ai propri clienti, ai propri fornitori o anche agli enti creditizi la propria mission e i valori aziendali.

Per vendere di più, perché i consumatori sono sempre più attenti ai valori etici delle aziende da cui acquistano.
In particolare i giovani sono particolarmente attenti da chi comprano, perché vogliono acquistare da aziende etiche che siano rispettose dell’ambiente e delle persone.

Un altro aspetto da evidenziare è che il Bilancio Sociale è un processo da percorrere con una metodologia predefinita

Può essere più facile immaginarlo come un viaggio in cui si è definito inizialmente un percorso, che viene monitorato continuamente nel suo svolgersi per non perdersi.

Durante i viaggi si apprendono cose nuove e si cambia. Così è nel percorso di costruzione del Bilancio Sociale, perché è anche un momento di cambiamento e di crescita. Guardandosi e descrivendosi si cambia. In questo momento di riflessione in cui ci si guarda si possono mettere meglio a fuoco la mission aziendale, focalizzando meglio gli spetti economici, sociali ed ambientali della propria azienda e scoprendo che ci sono margini di miglioramento.

Un saluto Emanuela

Articolo originariamente apparso su Notizia RatioQuotidiano del 29.12.2018

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