Dall’entrata in vigore della fattura elettronica sono passati quasi tre mesi ed ecco che compaiono le prime notizie relative a truffe.

Anche se non siamo ancora pratici nell’utilizzo o nella comprensione di come funziona e ci troviamo di fronte a molte problematiche, gli hacker hanno trovato il modo per aggirare l’ostacolo.

Alcuni istituti bancari hanno diramato una comunicazione in cui avvertono che l’IBAN indicato nella fattura elettronica potrebbe essere stato compromesso durante la fase di spedizione al sistema di interscambio.

In questo modo gli hacker dirottano gli incassi sui loro conti.

Ci sono più possibilità per difendersi da questa frode ingegnosa:una prima possibilità è quella di verificare attentamente il codice IBAN con il proprio fornitore, con una chiamata o una e-mail, una seconda possibilità consiste nell’evitare di indicare il codice IBAN sulla fattura in quanto non è un dato obbligatorio e vincolante all’invio del documento fiscale.

In alcuni casi eccezionali i software che generano o inviano i file XML hanno un blocco che può essere rimosso contattando l’assistenza clienti.

Come sempre “la prudenza non è mai troppa”.

Oggi ci difendiamo dalla frode della fattura elettronica e ieri ci siamo difesi dalla man in the mail o dal phishing e da tantissimi altri, anche se penso che non sia ancora arrivato il momento di poterne parlare al passato.

Quello che non cambia è l’attenzione da prestare nel momento del pagamento e il cercare di non allarmarsi.

Per difendersi, bisogna prendere coscienza di quel che succede intorno a noi.

Grazie per avermi dedicato il tuo tempo,
Irene Cancelliere

Irene

Foto di Pete Linforth da Pixabay

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