Secondo Aristotele e non solo, noi umani siamo animali sociali che tendiamo ad aggregarci: stiamo bene se siamo con altre persone e il rapporto umano ci gratifica.

Il favorire la relazione è quindi un istinto che dovrebbe essere naturale e scattare automaticamente, sia nella vita privata che nella vita professionale.

Purtroppo però questo istinto che ci fa avvicinare agli altri non scatta sempre, per motivi diversi che possono essere legati all’educazione ricevuta, alla nostra personalità, alla disponibilità di tempo e ad altro ancora.

Buone e proficue relazioni sono però alla base di una serena vita personale ed elementi indispensabili per la vita professionale, per cui è importante favorire e incoraggiare la relazione attraverso lo sviluppo delle capacità di relazione.

Innanzitutto va sfatato il mito che le persone introverse non sono portate alla relazione, perché anche chi caratterialmente è più chiuso ha legami e relazioni con gli altri. Semplicemente la persona introversa avrà meno persone con cui si relaziona, però avrà sicuramente relazioni durature, profonde e sincere.

Chi è estroverso in apparenza fa meno fatica a costruire relazioni però ha i problemi di tutti, per esempio il parlare al momento giusto, il saper ascoltare, l’accettare punti di vista diversi dal proprio, il saper individuare modalità di relazione nel conflitto.

In ambito lavorativo favorire la relazione è utile sotto molti aspetti, sia per gestire i rapporti con la clientela, sia per gestire i rapporti con i collaboratori.

Saper ascoltare e saper parlare, sentire lo stato d’animo dell’altro e di conseguenza individuare il momento giusto in cui proporre una domanda o un’affermazione, sono ormai abilità indispensabili in tutti i contesti, compresi quelli lavorativi.

Sviluppando queste competenze è possibile migliorare il rapporto con i nostri clienti e con i nostri collaboratori, perché possiamo evitare fraintendimenti ed essere più efficaci.

Il punto di partenza è la conoscenza di noi stessi e la gestione delle nostre emozioni nei confronti dell’altro, attraverso un avvicinamento e una comprensione di punti di vista differenti dai nostri.

Questo non vuol dire che dobbiamo cambiare le nostre convinzioni e accettare il punto di vista dell’altro, ma che attraverso la comprensione dell’altro possiamo utilizzare un linguaggio relazionale che l’altro riesce a comprendere e che ci consente di fargli arrivare il nostro punto di vista.

Per imparare la relazione non è sufficiente leggere un libro o andare a una conferenza, ma è necessario provare a comprendere l’altro attraverso l’esperienza pratica; vi sono varie modalità di approccio, che variano a seconda delle predisposizioni individuali di ciascuno. Le modalità di relazione con l’altro dipendono dalle nostre parti emotive e irrazionali e per sviluppare le nostre competenze relazionali dobbiamo per forza metterci in gioco, magari in ambiente protetto.

In ogni caso non dimentichiamoci che favorire la relazione con gli altri ci fa stare bene perché possiamo essere più autentici e perché – come diceva Aristotele – siamo animali sociali che cerchiamo l’aggregazione con l’altro.

E da un punto di vista lavorativo, soprattutto se siamo liberi professionisti e abbiamo bisogno di clienti, può essere anche molto utile per trovare nuovi clienti.

Emanuela Barreri, psicologa delle organizzazioni e del lavoro e commercialista
Emanuela Barreri

Emanuela

Articolo originariamente apparso su Ratio Quotidiano il 1/07/2019 https://www.ratio.it/ratioquotidiano/favorire-la-relazione

Photo by Helena Lopes on Unsplash

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